Si preferisce (Concerti o Studi di qualità a parte che necessitano di un intervento per ogni occasione)
una
frequenza semestrale, annuale o anche biennale per l'intervento di
Accordatura,
a seconda dell'età e della tipologia del Pianoforte, nonché del
livello qualitativo della manutenzione.
Le prime accordature dovrebbero mirare a fare raggiungere (e dopo mantenerlo) allo strumento quello che viene chiamato
l'Assestamento, ovvero appunto la stabilità della tenuta dell'accordatura stessa.
Ciò si ottiene eseguendo sufficienti
Sgrossature prima di mettere in atto la
Rifinitura.
Altrettanta importanza della buona accordatura - e tanto più per quel che concerne il pianoforte da Concerto -
riveste l'intervento di
Intonazione (o "Timbratura") del feltro dei martelli,
in quanto da questa pratica consegue, entro certi limiti, la maggiore o minore asprezza timbrica
(dando per scontata la qualità, non sempre effettiva, dei feltri).
Non senza una buona intuizione si è detto che l'Accordatura di un pianoforte
è piuttosto una
"Scordatura" di precisione , a causa delle modifiche necessarie
alla realizzazione di un sistema chiamato
"Temperamento equabile" , che consente
di suonare sufficientemente bene in tutte le (semplificando) dodici tonalità
presenti sulla tastiera, cosa che non potrebbe essere se l'accordatura fosse
"naturale", ossia realizzabile (senza grandi fatiche) tramite l'orecchio "musicale".
Questa è una delle ragioni per le quali non ci riteniamo contrari, ove finemente predisposto,
all'
ausilio elettronico, in quanto la cosiddetta maggior precisione dell'accordatura "a orecchio"
(in realtà orecchio "battimentale", ossia, almeno in parte, "matematico") presuppone un giudizio
approssimativo: alla luce dei dati sotto riportati [
**] l'orecchio deve fare
sforzi "matematici" per contare i battimenti al secondo, difficoltosi (se non in certi casi,
impossibili) da contare con precisione. Possono quindi venire utili sia la suddivisione
elettronica del Riparto centrale, nonché le comparazioni, nei bassi e negli acuti,
in particolare delle parti più periferiche della cordiera, fatta salva in ogni caso l'importanza dei controlli
ad orecchio sia degli unissoni (relativa assenza di battimenti) dei Cori di corde e delle Ottave,
che dei risultati complessivi di un'accordatura eseguita con la necessaria precisione
- ..."
anche il più esperto degli operatori più che accordare in senso preciso e assoluto,
si sforza di ottenere un'accordatura accettabile, temperando ed equilibrando ad arte
tutti gli intervalli"... fa notare
Giovanni Bettin -
e sempre che si sia tenuto conto delle curve ascendenti nella regolazione degli acuti
e discendenti nell'accordatura delle note più basse (ottave relativamente "allargate").
Ciò nonostante alcuni preferiscono servirsi solo dell'orecchio, cosa perfettamente plausibile
(io stesso in periodi precedenti avevo scelto di usare esclusivamente l'orecchio
...

);
mi sembra, come suggerì
Pietro Righini, relativamente
meno importante il metodo adottato
che non il risultato conseguito; non ci interessa qui contrapporre elettronica ed "orecchio"
come fossero l'uno ad esclusione dell'altro; per una serie di altri fattori
io preferisco sfruttare
entrambe le possibilità a seconda delle fasi (e tipologie) dell'accordatura.
In un sistema come quello temperato, con le sue terze non naturali e le sue quinte alterate,
sia pur di poco, obiettivamente l'insieme della musicalità dell'accordatura
risulta comunque
leggermente sgradevole ad un orecchio raffinato.
Basta confrontare una scala temperata e l'asprezza dei suoi accordi
con una scala realmente "naturale" e le sue terze "giuste" per rendersene conto.
Rispetto alla
scala naturale, nel sistema temperato
gli accordi ci risultano meno armoniosi in maniera impressionante.
Ritengo comunque che il temperamento equabile sia utile per lo scopo che ci si propone
(il
passaggio morbido di tonalità) e vorrei anche aggiungere che non è mia intenzione
sostituire l'accordatura temperata (nel caso almeno del pianoforte, che fondamentalmente è
una
macchina moderna, concepita nel pieno dell'era industriale, erede sì di clavicembali,
organi, spinette, e del capostipite fortepiano, ma le considerazioni a proposito di accordature
non possono essere sempre tratte in modo analogo), miro solo ad essere obiettivo nel giudizio dei suoi pregi,
difetti e problematiche, specialmente per quel che riguarda l'effetto sonoro.
La
Revisione dell'apparato meccanico completa infine l'intervento del tecnico,
a partire dall'
Alesatura della tastiera, che dovrebbe essere preventiva anziché successiva
al presentarsi di eventuali anomalie (tasti che s'incantano, ecc.) per giungere a tutta una serie
di "finissaggi" specialistici delle singole componenti (e degli equilibri fra esse) della
Meccanica,
a maggior ragione importanti per quel che concerne il più complesso e raffinato
pianoforte a coda,
ma non trascurabili nemmeno per la scorrevolezza del meccanismo nei
pianoforti verticali.
La revisione dell'apparato meccanico dovrebbe essere attuata
contemporaneamente alla prima accordatura
e rinnovata se necessario con una frequenza adeguata, a seconda del maggiore o minore utilizzo
dello strumento con relativo consumo e usura dei piccoli accessori (feltri, perni, ecc.).
Molti si chiedono quale sia il
giusto prezzo dell'accordatura. Ci si riferisce
all'accordatura di manutenzione (ciclica e alla giusta frequenza come già sottolineato),
io non so più dove l'ho letto, ma qualcuno raccontava che tradizionalmente il prezzo
sale e scende con quello della
tazzina di caffé (...aggiungendo gli zeri!).